martedì 8 novembre 2011

BABY DEE (Usa) + Doug Tielli (Canada) al CSC di San Vito



Venerdi 11/11/2011
BABY DEE (Usa) + Doug Tielli (Canada)


http://www.babydee.org
http://tinangelrecords.co.uk/doug/index.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Alex_Neilson

BABY DEE
Abbiamo per le mani un clandestino d.o.c., nato a Cleveland, dove ha trascorso un’infanzia hippie, poi pittore ritrattista a New York, musicista autodidatta, multistrumentista, organista per una delle più importanti chiese cattoliche di New York, a cui segue la decisione di cambiare sesso, lanciarsi in una carriera di artista di strada, andare in scena come falso ermafrodita in uno freakshow di Coney Island e più tardi diventare intrattenitore di club notturno ed esibirsi nei locali gay di New York dove conosce Antony Hegarty e finisce con l’arrangiare gli archi e suonare l’arpa sul primo disco del gruppo Antony & the Johnsons. Niente male, vero? Oggi, dopo questo po’ po’ di esperienze (ho mancato di dire che, en cours de route, è stata anche potatrice d’alberi), Baby Dee è tornata a vivere a Cleveland, nella vecchia casa dei genitori, circondata dai gatti e dai suoi strumenti, l’arpa in particolare, e un pianoforte appartenuto a Andrew W.K. (Andrew Fetterly Wilkes-Krier). Un talento multiforme e una personalità decisamente fuori dal comune. Scoperta, si fa per dire, da Will Oldham (in arte Bonnie “Prince” Billy), Baby Dee ha poi trovato un convinto sostenitore nella persona di David Tibet, del gruppo Current 93, il quale ha realizzato il debutto discografico della nostra - "Little Wind" - per la sua etichetta, la Durtro, nell’anno 2000. Nel 2008 il passaggio all’etichetta Drag City e la pubblicazione del disco "Safe inside the day", al quale, nei primi mesi del 2010 ha fatto seguito lo splendido, ispiratissimo "A book of songs for Anne Marie". Non è facile non dico mettersi nei panni di un personaggio simile, ma anche soltanto provare ad immaginare da quale prospettiva abbia guardato il mondo. Quel che è certo è che nella sua voce – incolta e tecnicamente imperfetta, ma impostata “classicamente”, per così dire - Baby Dee fa affiorare delle impressioni che ci fanno attraversare uno spettro emotivo molto ampio, dal cupo dolore all’estasi dionisiaca, dal contegno grave, quasi solenne con cui enuncia viltà e abbandoni, all’ebbrezza con cui invece esalta la risolvibilità d’ogni groviglio grazie al potere decongestionante e trascendente dell’amore. Che dire? Siamo ai margini del “mondo musica”, sicuramente alla periferia delle logiche che determinano il mercato discografico, ma a suo modo siamo anche al centro, nel nucleo stesso, di un sentire puro e profondamente umano che attraverso la musica riesce a trasmettere all’ascoltatore un’emozione profonda, e questo già basta, a nostro avviso, a fare di Baby Dee un’artista vera, autentica, oltre che, ma questo si sarà capito, dannatamente originale. (RSI ReteDue)


DOUG TIELLI
Polistrumentista della scena underground di Toronto, autore del recente “Swan Sky Sea Squirrel” recentemente pubblicato da Tin Angel Records. Fratello di Martin (Rheostatics) e John (Rock Plaza Central), Doug Tielli collabora con diversi gruppi (The Silt, Drumheller, The Reveries) ed è attualmente membro della band di Baby Dee.

Baby Dee - voce, pianoforte acustico, arpa
Alex Nielson - batteria
Doug Tielli - chitarra, trombone
Joe Carvell - contrabbasso

in apertura Doug Tielli solo

Baby Dee, poliedrica musicista e polistrumentista transgender scoperta da David Tibet e con alle spalle collaborazioni con Sex Pistols, Bonnie Prince Billy, Current 93, Antony & The Johnsons, presenta al CSC il nuovo album live in uscita il 4 novembre.

Baby Dee, performer, musicista transgender di Cleveland, ma anche multistrumentista, artista di strada, ex organista per una chiesa cattolica, ex “orso arpista” e “gatta fisarmonicista”, cantante dalle indubbie doti vocali e chi più ne ha più ne metta. Già con Antony & the Johnsons ai tempi del primo album, Baby Dee è un autentico talento multiforme (Ondarock)

Collaborazioni con gente del calibro dei Current 93, Sex Pistols e Antony & The Johnsons fanno curriculum. Ma nulla sarebbe stato senza il talento. (Indie for Bunnies)

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